I comandamenti

A giustificare i dieci comandamenti per come ci hanno insegnato, sarebbe- e a breve saprete il perché del condizionale- che essi siano stati dati anche per regolare i rapporti tra le persone, l’antropologia ci insegna che alla base dei rapporti umani, c’è sempre stato il cosiddetto principio di reciprocità; ovvero! Il mio diritto di essere rispettato, finisce la dove comincia il tuo diritto ad essere rispettato, oppure; il mio spazio finisce la dove comincia il tuo, questo principio che habbiamo citato è riconosciuto da tutte quelle etiche positive, detto principio dalla cristianita tutta, è stato falsato per ovvie loro ragioni in do ut des = dare per avere, torniamo a i dieci comandamenti e chiediamoci, detti comandamenti rispettano il principio di reciprocità? Non ci si lasci ingannare dalle dizioni:

a) non uccidere che poi in origine era non ammazzare.

b) non desiderare la roba d’altri.

c) non desiderare la donna d’ altri.

Ripeto ! Non ci si lasci ingannare da queste tre dizioni , perché ora sveleremo l’arcano; analizziamo il IV °comandamento, ” onora il padre e la madre”, quando ho studiato quello che ho studiato – non dico cosa- m’ hanno insegnato che, detto ordine non sottoindendeva solo i rapporti fra genitori e figli, ma si prefige anche lo scopo di sottoindendere anche i rapporti fra persona e persona, abbiamo detto che il principio di reciprocità è riconosciuto ed attuato da tutte le etche positive di questo universo, nell’ Induismo infatti! E precisamente nella Bakti , è menzionato tanto il Santa bahava che il Vatsalia bahava, ossia; l’amore del figlio verso il genitore e l’amore del genitore verso il figlio, c’è anche l’amore del prossimo verso il prossimo, quindi il principio di reciprocità è pienamente attuato e rispettato, domandiamoci perché nell’ hinduismo questo principio di reciprocità e applicato, ed invece in etiche quali l’ ebraismo israelitico , nell’ islam, e anche nel cristianesimo detto principio è negato? La risposta la si trova nella diversa Divinità che sovraintende sui singoli popoli, nell’ hinduismo krishna è chiamato:

a) L’ infinitamente affascinante o l’ infinitamente buono.

b) nell’ ebraismo yahweh viene chiamato IH milchama; ovvero! Uomo di guerra, esodo 15,3.

Mentre in krishna non c’è violenza, o sopraffazione dell’ uomo sull’ uomo o sul creato, o sopraffazione del più grande sul più piccolo, per yaweh basterebbe leggere con attenzione tutta la bibbia, per capire che a dare i comandamenti a Mosè è stato un’uomo di guerra! E chi è dedito alla guerra non gliene frega di niente e di nessuno, pensa solo al suo bottino, non gliene frega niente del più piccolo, del più debole e del più indifeso, del diverso, quindi non ci si stupisca del fatto che nei dieci comandamenti il principio di reciprocità sia negato, inquanto a dare i comandamenti a Mosè fu un ih milchama, un uomo di guerra, un ‘uomo di guerra o un gurriero non concepisce il concetto di reciprocità, per lui i rapporti umani sono unilaterali; ecco perché solo onora il padre e la madre, non c’è concetto dell’ altro, i cristiani falsando esodo 15,3 traducono uomo di guerra con guerriero ora dimostriamo la falsazione attuata dal cristianesimo, guerriero in ebraico si dice( LVKHM pronuncia DOSHEM) uomo di guerra invece si dice ( YSH / MLKHMH pronuncia ISH/ MILKAMA) uomo di guerra voleva e vuol dire proprio uomo dedito alle armi e alla guerra, non che alla violenza e alla sopraffazione, ora si capiscono il senso di molti versetti biblici, come per esempio :” i miei pensieri non sono i vostri pensieri come le mie vie non sono le vostre vie”, ed infatti è vero le vie di un uomo di guerra, non sono le stesse di un uomo di buon senso e di pace, la pace ed il buon senso infatti ci insegnano che i rapporti umani sono retti dal principio di reciprocità, quello che invece un uomo di guerra nega, il IV comandamento rivela tutto ; rivela quale concetto yaweh ha di chi nasce che altro non è che un concetto di schiavitù e di completa succubanza verso questo Padre o questa madre, il figlio per lui deve solo obbedire ed essere sottomesso, quasi come se questo padre e questa madre fossero i padroni del figlio, del resto nell’educazione militare imposta da yaweh, i genitori occupano un posto di primo piano; a loro è dovuto il compito di impartire alle reclute che sarebbero i figli, tutti i precetti militari imposti da yaweh compreso quello di autoimmolarsi o sacrificarsi in nome di yaweh stesso, ecco perché nei comandamenti ebraici non c’è scritto di onorare il figlio, perché del figlio ne si ha un concetto di totale sottomissione ai luogo tenenti di yaweh, se volessimo tracciare una definizione dei comandamenti ebraici potremmo dire che altro non sono, che una discriminazione grave fatta proprio nei riguardi dei più piccoli e dei più indifesi, quindi il primo esempio di una legge non uguale per tutti sono proprio i comandamenti di Yaweh, su cui cristiani ed ebrei fondano la loro fede e non ne hanno nemmeno vergogna di farlo.

Nota a margine dell’articolo.

Mi corre l’obbligo come hinduista -krishnaita di scrivere quanto segue,poiché la Bakti; ovvero! La devozione a Dio è – uno dei due fulcri l’altro è il prasada – della fede hindu e krishnaita in particolare; proprio perché questo nessuno scritto è supriore alla Bakti, ebbene ; la Bakti ci insegna che fra le varie forme d’amore date dallo stesso Dio ai suoi devoti, cene sono due che regolano il rapporto genitore -figlio e viceversa e sono il Santa Bahava = amore del figlio verso il genitore, e il Vatsalia Bahava = amore del genitore verso il figlio, nessuna delle due forme d’amore è inferiore o superiore all’altra , sono tutt’ e due date da Dio e messe da Dio sul medesimo piano e tutt’ e due hanno la stessa dignità e valenza morale, la Bakti è dettata direttamente da Dio , quindi quello scritto che per quanto possa essere sacro o quel Guru, che nei suoi discorsi o scritti interpreta la Bakti e le conseguenti forme d’amore in modo personale, o addirittura arbitrario quel Guru per quanto santo possa essere è fuori, e quello scritto che omette nelle sue citazioni una delle forme d’amore date da Dio ai suoi devoti, quello scritto in quell’istante diviene sconsacrato e quindi da bruciare, la bakti ci insegna che si santifica tanto la premessa della vita quanto il frutto della vita stessa, nulla può superare questo dettato , come la bakti con le altre forme d’amore ci insegna ad onorare tutto come Dio, e a riconoscere Dio in tutto cio che ci circonda, da ciò che abbiamo detto salta subito all’occhio del lettore quale sia l’enorme differenza fra comandamenti ebraici di yaweh, e le forme d’amore di Krishna, i primi inquanto ordini militari tengono conto soltanto della supremazia del più forte sul più debole, e sull assoluto potere del più grande sul più piccolo, per quegli ordini il più piccolo non ha dignità e ne diritti, le forme d’amore di Krishna proprio perché forme derivate dall’amore, tengono conto in eguale misura di tutto e tutti, non facendo distinzioni di ruoli, età, posizione sociale, razza, e così via.

Antonio Gaeta ex teologo cristiano ora fiero hindu.

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