Gli affetti.

La vera ed autentica parentela come la vera ed autentica genitorialità è fatta di tempo, amore, onore , rispetto e affetto anche la qualità della persona impegnata in questo aspetto è importante, se un’ albero e buono da cose buone ed è giusto che raccolga bene, se un’albero è un’albero malvagio non può che raccogliere ciò che ha seminato, oggi molti presi dalla loro professione , e dai propri convincimenti morali e sociali, si ricordano degli affetti quando più gli aggrada , gli affetti ; non sono dei robot che obbediscono a comando , hanno un cuore un’ anima , gli affetti possono dirci anche di no ! Poiché sono fatti anche di dignità noi dobbiamo stare a disposizione degli affetti poiché celi siamo voluti e scelti,vi dirò; che tante volte mi fa piacere che a determinata tipologia di “affetto” si dica no! Perché è in quei no che si capisce che gli altri non sono a nostra disposizione di quando noi ce ne ricordiamo, sono liberi di dirci anche di no, perché sono persone non cose fatte di dignità ed amor proprio, non possiamo ricordarci dei nostri affetti solo quando abbiamo sussulti di cuore, si dice quello è malgrado tutto tuo padre tua madre nel male e nel bene, NO! Assolutamente non può essere concesso tutto questo, o si sta nel bene nella vita di un figlio o è meglio non starci proprio, azzardo a dire in questa sede meglio orfani che avere genitori o parenti o vuoi anche affetti,che poi con le loro più o meno volute omissioni nella nostra vita ci fanno del male e si snaturano, abbiamo il sacro dovere di starci bene nella vita di chi abbiamo voluto con noi, offrendo loro il meglio di noi non il peggio, questa è la vera affezione, la vera parentela, la vera genitorialità, non i figli devono darci per primi giacché siamo noi ad averli voluti al mondo, ed Santo e giusto che si sia noi a dare per primi, se si omette in questo per noi c’è solo un’appellativo che vale ed di snaturati, nella vita dei nostri affetti abbiamo il dovere di strarci in virtù ed in funzione del loro bene, e questo è ancora più vincolante per un genitore che ha il dovere di onorare e celebrare la vita che prende corpo carne e sangue nei loro figli, omettendo ciò si è solo degli snaturati e quindi degni dalla vita che parla per bocca delle sue opere di essere solo rinnegati, abbiamo parlato di tempo oggi si parla di qualità io sostengo che il tempo che doverosamente dobbiamo ai nostri affetti debba annoverare oltre che la qualità, anche la quantita infatti; tante volte basta solo la presenza sapere che ci si è e si può contare su di noi, tante volte uno sguardo , un sorriso riempie piu di qualsivogla qualità se non si capisce questo si è solo snaturati, gli affetti non sono automobili che possiamo parcheggiare dove vogliamo e ricordarci di loro solo quando più ci aggrada, sono persone possono dirci anche no, siamo sempre padri? Sempre madri? Sempre affetti? No! Smettiamo di essere tali nel momento in cui tradiamo quei doveri che ci siamo scelti e che nessuno ci ha imposto; vero è che sia i genitori che i parenti non ce li scegliamo , ma ciò non vuol dire subirli; se un genitore o un parente nella nostra vita non ha agito in funzione del bene , abbiamo tutto il diritto di disconoscere tale parentela, non c’è cosa peggiore infatti di un genitore che per anni si dimentica del proprio frutto, o che peggio ancora nella vita del proprio frutto non ha agito in funzione del bene del frutto generato ma al contrario lo ha disonorato con atti, opere, e fatti malevoli tale genitore merita soltanto di essere rinnegato, non c’è bestemmia peggiore che si possa proferire nei riguardi della vita , che imporre alla vita stessa di riconoscersi in una presenza “affettiva” malevola o ancora peggio in una presenza affettiva che non si è mai curata di essa , oggi questa bestemmia è purtroppo assolta e consacrata e santificata nel nome del buonismo , da una certa tv spazzatura, non che da una certa societa malata, da umani e discutibili codici, non che da una morale che ha smarrito se stessa, non che da una certa letteratura sociale e scientifica che pur di sorreggere certe tipologie sbagliate di persone scrive solo boiate,sento tante volte fare un’ uso abuso di titoli quali madri , padri e affetti in genere, detti titoli vanno leggittimati con l’amore , l’ affetto la dedizione verso chi diciamo essere nostri affini, senza queste premesse non esiste titolo d’affetto , di padre o di madre che tenga, la morale della vita che si studia in teologia prescrive per quanto riguarda la paternita e la maternita quanto segue:” chi ha messo al mondo ha (scelto) di mettersi a giudizio della vita tutti i giorni la vita emette la sua sentenza per bocca delle sue creature piu piccole , più deboli ed indifese , se uno merita di essere padre o madre non è l’ atto meccanico della procreazione a sancirlo, ma è la bocca della vita che parla nei modi conosciuti ed elencati più su”, – detto principio guarda caso è boicottato dalla stessa morale cristiana, in nome dei suoi principi -lo stesso dicasi per gli affetti e la parentela in genere, se si merita non è la genetica in comune a sancire quel diritto, ma è la vita e anche il cuore, che parlano ed emettono la loro sentenza per bocca della vita che è giudice supremo, se vogliamo meritare quel diritto dobbiamo conquistarlo con i fattori più su esposti, nell hinduismo c’è il Dharma genitoriale che non consta solo di mantenere , istruire ed educare il figlio fin quando questo è autosufficiente da provvedere a sestesso ma consta anche di amore , affetto, onore, rispetto , tempo sia in termini di qualita che di quantita ,che di dedizione ai propri figli , c’è anche il Dharma parentale che è fatto degli stessi requisiti, chi non li osserva è fuori, si dice che gli affetti non ce li scegliamo, questo mi permetto di dire che è una convenzione che serve solo a proteggere gli adulti , quando un affetto più o meno diretto non onora i propri doveri può essere anche un padre o una madre non ha diritto più di dirsi tale , non è la genetica che ci giustifica difronte al cuore ma è il cuore e l’amore quotidiano che doniamo a chi abbiamo voluto alla esistenza , che ci leggittima a dirci affetti più o meno diretti, vero è che non scegliamo da chi nascere, ma la natura che è madre buona e misericordiosa proprio verso le sue creature più piccole , ha sancito a difesa e protezione di queste , che chi pur avendo collaborato con lei nell’ opera della creazione , e non avendo costoro celebrato ed onorato la vita stessa che ha preso corpo , carne e sangue e volendo anche divinita e dignita , nelle sue opere più piccole costoro perdono ogni titolo nei riguardi delle sue opere più piccole di dirsi o padri o madri , o affetto in genere, detta sentenza la vita la emette proprio per bocca delle sue creature piu piccole ed innocenti, oggi non ci fa più scandalo nulla, per quanto riguarda la famiglia da scellerata cinematografia di matrice statunitense, dove per esempio ci si sposa a mezzogiorno per poi divorziare alle tre pomeridiane, e dove il tradimento coniugale è divenuto abitudine e peggio ancora consuetudine, comportamenti questi divenuti per emulazione conseguenziale anche qui in Italia, ed in mezzo i figli che guardano inermi a tutto ciò, e che gli è imposto da un’ etica infame di accettare le stronzate degli adulti, senza avere il diritto di dire basta, di gridare il proprio sdegno nei riguardi degli adulti che li costrungono ad assistere inermi a tante brutture del loro essere presunti grandi, quando però i figli sentenziano ! Vedi porsi dofronte a detta sentenza uno stuolo di avvocati che, non perde tempo a giustificare dette mancanze, pur di salvare il culo ad adulti solo nell’età ma non anche nella mente e nel cuore, a quante schifezze che gli adulti compiono si chiede ai figli di soprassedere , quando non succede tutti addosso a quel o a quei figli, e no caro mondo li hai voluti all’ esistenza ;allora se è accetta anche il loro giudizio, che poi è anche e soprattutto il giudizio della vita che parla per bocca delle sue creature nate nella più pura innocenza, oggi infatti ! Le giustificazioni per gli adulti si sprecano, gli si giustifica tutto o quasi, ma mai gli si ricorda che per quanto riguarda la famiglia, un di si presero inpegni e ci si assunse responsabilità a cui bisogna fare fronte , no! Secondo una determinata etica si può venire meno alla faccia di tutti, anche del diritto dato da Dio ai figli di avere più che un padre ed una madre una famiglia, si chiede tante volte ai figli di soprassedere di assolvere di perdonare già ma perché? Non di certo per i figli un proverbio cinese dice:” Il futuro può sussistere anche senza il passato , è il passato che al contrario ha bisogno del futuro per sussistere altrimenti per lui è morte certa”, quindi togliamocela la maschera o per meglio dire tanti adulti sela togliessero la maschera dell’ipocrisia da volto, e lo dicessero chiedono scusa non per i figli perché è dura da accettare; ma un figlio pur con tante sofferenze può farcela anche senza un padre ed una madre ad andare avanti nella vita, e quel padre è quella madre che per sussistere hanno bisogno di quel figlio, altrimenti per loro è morte certa, è morte del cuore, solo oblio e dimenticanza ; morte- oblio- dimenticanza che molti affetti, padri e peggio ancora madri si cagionano non per colpa dei figli ma a causa di loro stessi e di un’ etica che ormai trascura i più piccoli per non perdere i favori dei più grandi, un’ultima nota e poi chiudiamo il discorso, parliamo del cattivo esempio dell’adulto nei riguardi del più piccolo, o del genitore nei riguardi del figlio; che poi è quello che ferisce di più e crea davvero danni incalcolabili, anche nei riguardi di questo scandalo la società odierna sembra sedata e pare dire :” che ci vuoi fare è successo- oppure non lo giustifica però tu passaci sopra- dimenticando la società odierna che l’esempio è una forma di rispetto che l’ adulto deve al piu piccolo , e il più piccolo ha il diritto di avere, ma anche questo aspetto per la società di oggi sembra non essere più avvertito come fondamentale nel processo educativo del più piccolo, o relazionale, o addirittura leggittimante della figura materna e / o paterna o di adulto in genere, i più piccoli vedono, osservano , capiscono ma l’ adulto di oggi sembra non tenere conto di tutto ciò , sembra snobbare questo particolare quando però gli piove tutto addosso allora piange, si dispera , ed ecco la società odierna schierarsi dalla parte di quegli adulti venuti meno nel esempio come forma di rispetto verso i più piccoli, una società malata , che si schiera dalla parte anche di chi tradisce la fiducia di chi nasce nella più pura innocenza, quando una società arriva a tradire la fiducia di chi vuole al mondo o si schiera dalla parte di quegli adulti padri o madri che siano, che si rendo rei di un’atto cosi deprecabile vuol dire che quella società è alla fine, i figli ci guardano e ci giudicano ne hanno il diritto di farlo, li abbiamo voluti al mondo e dobbiamo accettare il loro giudizio quando questo è veritiero, una società come la nostra invece quel giudizio lo reprime, forse perché abbiamo paura ? E di cosa che sia veritiero? Che i figli nel giudicarci abbiano ragione? Una societa come la nostra cattocristianagiudaica è abile a chiudere la bocca ai più piccoli facendo uso di testi evangelici, che oramai sappiamo essere stati scritti dai redattori di allora , per uso el consumo della chiesa di quei tempi, testi su cui ormai si pongono non pochi dubbi sulla loro attendibilità morale, e anche storica posto che i vangeli possano essere definiti testi storici, in essi ormai diversi studiosi con cui concordo molto fu inventato di sana pianta, e parecchio fu messo in bocca a colui che chiamano Cristo, a mio parere non è il legame di sangue a dover essere Onorato ma quello del cuore, se c’è il legame del cuore c’è tutto se non c’è il legame del cuore non c’è niente, il sangue è inutile, infatti mettere al mondo non è prova né di affetto e né di amore, una madre non è sempre una madre vasta letteratura di settore lo prova, un padre non è sempre un padre vasta letteratura di settore lo prova, forse non sempre si anche figli, in questo caso però l’analisi è d’uopo, un genitore può costruire un castello d’oro ed essere lui stesso con i suoi atteggiamenti e comportamenti a demolirlo, anche il legame più forte si può spezzare, ne si prenda coscienza, i grandi filosofi sopratutto greci, insegnavano che se si esiste lo si deve al caso, bene; nessuno obbliga a farsi mezzo del caso, chi nasce nasce libero senza alcun debito con nessuno.

Antonio Gaeta ex teologo cristiano ora fiero hindú.

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