Dimostrato il carattere astorico della pentecoste, che è il fondamento del segno della cresima, né è addirittura l’architrave liturgico del citato segno; potremmo anche tacere e starci zitti, ma navigando sul web, ho trovato due siti quali Wikipedia e cathopedia che proprio su un argomento come la cresima, si fanno un po da eco reciprocamente, non che si scopiazzano un po vicendevolmente, ebbene; in entrambi i siti la versettistica a cui si fa capo è la seguente per lo più si fa capo ad atti degli apostoli, vangelo di Giovanni, lettera agli efesini 4:30, ed ebrei 6:1-3,atti 8:14-17/9:17/13:2-3/8:8-24. In questi due siti si fanno riferimento anche a due versetti del vecchio testamento, Gioele 1 e Ezechiele 36:25/36:27. Cominciamo dai due versetti del vecchio testamento, in questi due versetti la cristianità pretende di vederci la figura dello spirito santo, ebbene; proprio l’enciclopedia cattolica a proposito della figura dello spirito santo nel vecchio testamento ci dice:”non abbiamo trovato nessun riferimento esplicito ad una terza persona nel vecchio testamento”. Già questo ci dovrebbe dire qualcosa, ma andiamo avanti alcuni cristiani rintracciano nel termine Ruach il termine spirito santo, quando il significato della citata parola è invece vento forte, presso gli ebrei lo spirito santo (di Dio) non ha nulla a che vedere con la figura dello spirito santo dei cristiani, qualcuno per quanto riguarda il significato della parola Ruach azzarda a dire, che possa trattarsi del rumore di qualche velivolo volante, mentre il battesimo per i cristiani è lavacro dell’inesistente peccato originale, per gli ebrei le abluzioni rappresentano il lavacro dei peccati e non del peccato originale, poiché come ben sappiamo presso gli ebrei il peccato originale non figura minimamente, quindi lo spirito santo di Ezechiele e lo spirito santo di Dio non quello cristiano, lo spirito santo di Dio che è santo ma non è lo spirito santo dei cristiani, questo ci dicono i rabbini; nonostante che taluni cristiani settari, a tutti i costi vogliono trovare appigli nell’antico testamento allo spirito santo, né è la prova che la chiesa cattolica per quanto attiene alla liturgia della cresima, adotta tutte letture neotestamentarie, quindi ancora una volta il terreno di battaglia è il nuovo testamento, storicamente parlando questo segno non esisteva nei primissimi secoli della cristianità, infatti non c’è né traccia nei primi due secoli del cristianesimo, dove sussisteva solo il battesimo amministrato agli adulti, cominciò a farsi strada verso la fine del III secolo inizi IV secolo d, C, per affermarsi definitivamente nel V secolo dopo Cristo, ma cominciamo ad aggredire la versettistica di atti degli apostoli, e cominciamo con atti 8:14-17 ecco la chiesa ci cominciasse a rispondere a questa domanda, come mai atti 8:1/8:14-25/8:34 ci sono tramandate dal papiro p45 datato 250 d. C,? Andiamo avanti c’è un’atti 9:16-27 che all suo interno ingloba anche il versetto 17 di atti 9, anch’esso ci è tramandato dal papiro p45 datato 250 d. C, andiamo avanti con atti 8:8-24 anch’esso tramandatoci dal papiro p45, atti 13 :2-3 anche il capitolo 13 di atti ci puzza un po di imbroglio, diversi passaggi in esso contenuti fanno parte del papiro p45, passiamo alle lettere di Paolo – efesini 4:30 ebbene; efesini 4:16-29/4:32tramandateci dal papiro p49 datato anch’esso 250 d. C, se tanto ci da tanto anche efesini 4:30 ci sa di strano, ebrei 6:1-3 e sulla lettera agli ebrei è un’anime il giudizio che non può essere stato Paolo a scriverlo, Lutero sulla lettera agli ebrei mostro diverse perplessità sulla sua bontà, tant’è vero che la attribuiva ad un certo apollo, anche la lettera agli efesini dalla Teologia critica è definita in pietoso inganno, quindi discettare sull’aitenticita di un versetto della lettera agli ebrei è questione di lana caprina, visto che della lettera agli ebrei ne è dubbia la paternità, tant’è vero che a conferma di quanto detto più su Lutero pur inserendola nel canone protestante, della lettera agli ebrei ne aveva una scarsa considerazione, il vangelo di Giovanni quello si confuta da sé con le sue versioni che bisticciano tra loro, altro capitolo interessante della cresima è che è accompagnata da degli articoli del codice di diritto canonico, uno su tutti ci incuriosisce nella fattispecie il 1308 che recita:”avendo ricevuto la forza dello spirito santo hanno contribuito generosamente per cristo fino al sangue”, bene ; abbiamo visto che lo spirito santo non ha testimoni nel vecchio testamento, Paolo posto che sia davvero esistito, né in un modo molto strano difatti dice:”spirito santo di Dio”, che guarda a caso è un’espressione tipica ebraica ; infatti in ebraico la citata frase è cosi tradotta, ךןח/קדןשה/של/אלןחים e rappresenta uno stato costrutto, ossia; un genitivo ebraico, in greco lo stesso versetto è così tradotto :καί μή λυπεΐτε τό πνεΰμα τό άγιον τοΰ θεοΰ, kai mé lypeite to pneuma a hagion tou theou.τοΰ o tou = neutro genitivo singolare (di) theou =dio. La teologia cristiana invece ; ci presenta lo spirito santo come una persona del tutto indipendente dalle altre due pur essendo in comunione tra loro, la efesini invece scrive:”πνεΰμα τοΰ θεοΰ, spirito di Dio che è espressione tipica ebraica e non cristiana ma è la parola sangue che ci incuriosisce ancora di più che rimanda all’estremo sacrificio ad imitazione del comando :” amatevi gli uni gli altri”, GV 15:9-17 ebbene ; sappiate che GV 15:1-10 che reca in sé :”come il padre ha amato me anch’io ho amato voi rimanete nel mio amore”, ci è tramandata dal papiro p75 datato 225 d, C, ergo anche quell’amatevi gli uni gli altri ci sa di bruciaticcio, ed infatti; GV 15:2-26papiro p66 datato 200 d, C, GV 15:25 papiro p22 datato 250 d, C, tutto ci porta a credere che il capitolo 15 di Giovanni altro non sia che una sovrapposizione di parabole avutasi lungo i secoli, quindi è da ascrivere in quei capitoli dubbi e nebulosi, di cui i canonici ne sono pieni e a bizzeffe, quindi e da prendere con i dovuti se e ma. Di tutto quello che ho scritto dimenticatevene, avrei piacere di interloquire con un cresimando e sapere un po di cosette, vorrei chiedergli ; se a parere suo un segno o sacramento che regge la sua architrave liturgico dottrinale su un’evento non storicamente provato, incerto, per non dire astorico come la Pentecoste sia valido o meno? In una materia del genere, un segno per essere valido ha bisogno di un supporto storico certo e dimostrabile, non dalla tradizione! Ma dalla storia propriamente detta, é la cresima questo non ce l’ha ; tutta la versettistica che fa capo ad essa l’abbiamo dimostrato è fumosa e nebulosa, non che dubbia, se un cresimando mi rispondesse di sì, allora gli replicherei dicendo che è sulla buona strada per credere che la terra sia piatta, che la luna sia quadrata, e peggio ancora che un’asino voli, non c’è infatti differenza nel credere nelle ultime tre cose citate, e credere che un segno possa essere valido a prsindere se l’evento suo fondante, o cardine sia storico o meno, noi teologi critici e qui ci avviamo alla conclusione, contestiamo il battesimo pur avendo quest’ultimo tutti quegli agganci storici, ma lo contestiamo nella forma cattolica e ortodossa lì è come prendere alla sprovvista una persona, come non possiamo contestare la cresima che si regge su un fatto non storico, e fateci caso nelle catechesi cattoliche i vari catechisti se ne guardano bene dal dirlo, prendendo così con l’inganno la gente; la sacramentaria dice:”la dove Dio agisce non lo fa mai senza il consenso dell’uomo”, ebbene; durante un sacramento si agisce tramite il consenso dell’uomo, chi ottiene questo consenso lo deve ottenere onestamente, allora perché i catechisti durante gli incontri di preparazione alla cresima, tacciono che la Pentecoste non è un’evento storico? Sicché da consentire una scelta cosciente e responsabile da parte del cresimando? Invece di tacere tutto questo prendendo con l’inganno la persona ed ingenerando quel vizio di forma che rende nullo tutto? Non può essere valido un consenso avuto in quelle condizioni, anche la ritualistica che ne scaturisce è nulla. Fto Antonio Gaeta ex teologo cristiano ora fiero hindu.